Quanto proposto dal Decreto trova il nostro “giovane” Ordine già in sintonia. Il nostro impegno, verso gli iscritti e verso i nostri clienti insiste soprattutto sui piani del coinvolgimento, della trasparenza e dell’efficienza, privilegiando le opzioni on line

TRE DOMANDE AI PRESIDENTI
DEGLI ORDINI, DEI COLLEGI E DEGLI ALBI PROFESSIONALI

1  Quali le novità del DPR 137/12 per il vostro Ordine Professionale?

2  Cosa state facendo per recepirne le direttive?

3  Come state informando e coinvolgendo il cittadino-consumatore?

 

Luciano Bosotti, Presidente  Ordine Nazionale dei Consulenti  in Proprietà Industriale


 

1 Continuità e implementazione

I recenti interventi legislativi non incidono in modo radicale su un Ordine “giovane” come il nostro, costituito circa una trentina di anni fa sul modello, nel complesso snello e delegificato, del corrispondente – e preesistente – Ordine europeo (European Patent Institute – EPI) dei mandatari abilitati a rappresentare di fronte all’Ufficio Europeo dei Brevetti.

Tirocinio professionale
Per alcuni aspetti (ad esempio, in materia di tirocinio professionale, i criteri di identificazione del tutor o chiara distinzione dell’attività relativa, rispettivamente, a brevetti e marchi) le nuove norme sortiscono l’inaspettato – e probabilmente indesiderato – effetto di rendere piú difficile rispetto al passato l’accesso alla professione.
Professione per cui, almeno per i Consulenti in brevetti, continua a essere difficile reperire tirocinanti pronti a dedicare vari anni di lavoro ad affiancare una formazione giuridica a una formazione tecnica/scientifica approfondita e a raggiungere la capacità di operare nel regime di trilinguismo (inglese-francese-tedesco) caratteristico della professione stessa.
È indubbio che vari obblighi ora imposti dalle norme di riforma potranno tradursi in ulteriori oneri imposti agli iscritti e dunque anche alle imprese cui si rivolge la loro attività di consulenza. Non essendo previsto dal Codice della Proprietà Industriale (CPI), né dalla Convenzione sul Brevetto Europeo (CBE) alcun obbligo assoluto di rappresentanza, gli iscritti potranno essere esposti in misura maggiore rispetto al passato alla concorrenza surrettizia di soggetti che, istruite pratiche fatte poi sottoscrivere al richiedente, aggirano responsabilità e oneri professionali, inclusi ad esempio, l’obbligo di assicurazione o di formazione continua.
È peraltro di conforto osservare che anche in Paesi (compresi alcuni importanti Paesi europei e diversi Paesi emergenti) ove il carattere di professione protetta risulta ancor meno marcato o addirittura assente, la nostra professione è una professione qualificata e apprezzata.

Assicurazione
In materia di obbligo di assicurazione, pratica già ampiamente diffusa presso gli iscritti proprio per il carattere professionale dei destinatari delle prestazioni, l’esperienza dimostra che il ridotto numero degli iscritti (circa 1.200, con una quota significativa di iscritti operante presso dipartimenti aziendali e dunque esclusa dell’obbligo di copertura assicurativa), rende difficile la ripartizione statistica del rischio tipica della garanzia assicurativa.
La scarsa conoscenza della nostra attività rende poi difficile la valutazione del rischio assicurativo secondo i parametri correnti. Per questi motivi il nostro Ordine si prospetta come un soggetto di ridotto interesse per le imprese assicuratrici.
Questo dato, insieme all’ampia varietà di profili con cui la nostra professione è svolta (tipicamente: professionista singolo/in associazione, socio e/o amministratore di società di capitali, dirigente/ dipendente/consulente di tali società) ha sinora reso difficile addivenire a schemi di convenzione particolareggiati a beneficio di tutti gli iscritti.

Responsabilità disciplinari
Il trasferimento delle responsabilità disciplinari dal Consiglio dell’Ordine a un apposito Consiglio di disciplina appare senz’altro benefico. Alleggerisce il Consiglio dell’Ordine da incombenze, che (pur investendo nella maggioranza dei casi circostanze nel complesso veniali) assorbono una fetta cospicua di risorse, soprattutto in termini di tempo, sottraendole ad altre iniziative ed attività.
Le norme di riforma, modellate su professioni organizzate sia a livello territoriale, sia a livello nazionale, impongono una certa elasticità di lettura quando riferite a un Ordine come il nostro, organizzato unicamente a livello nazionale.

Tariffe
Il generale precetto di abrogazione delle tariffe, già sancito nel primo intervento di riforma di metà 2011, ha condotto alla pratica cessazione della pratica della liquidazione delle fatture da parte dell’Ordine; tale attività è ormai limitata ad alcuni casi isolati di fatture relative a situazioni pregresse, non ancora investite dal precetto di abrogazione. Ancora una volta, l’obbligo di fornire ai clienti un preventivo circostanziato corrisponde a una pratica diffusa da tempo presso gli iscritti proprio per il carattere professionale dei destinatari delle prestazioni.
Alcune recenti sentenze in materia di recupero crediti sembrerebbero utilmente orientate in assonanza con gli interventi di riforma identificando nell’accettazione del preventivo e nella conseguente conferma dell’incarico da parte del cliente il fondamento di un titolo esecutivo a beneficio del mandatario in relazione sia all’an sia al quantum delle spettanze non corrisposte.
L’identificazione, demandata allo strumento del decreto del Ministro vigilante, di parametri per la determinazione delle spettanze da parte degli organismi giurisdizionali incide per vari Ordini professionali anche sulla gestione delle casse previdenziali e pensionistiche; strumenti non presenti nel nostro Ordine, vuoi per il momento in cui è stato creato, vuoi per il numero contenuto degli iscritti.
Il nostro Ordine è comunque interessato all’identificazione di tali parametri affinché questi possano essere applicati alle prestazioni commissionate da organi giurisdizionali, in via principale alle attività di consulente d’ufficio o perito del giudice.

Formazione continua
L’obbligo di formazione continua sussiste da diversi anni per altri Ordini professionali, con esperienze talvolta riferite non essere del tutto positive, ad esempio con gli iscritti costretti a seguire eventi formativi di scarso interesse e/o anche piuttosto costosi all’unico scopo di conseguire i crediti (o “punti”) necessari.
La volontà di evitare esperienze di questa natura si correla all’organizzazione nazionale del nostro Ordine, con una concentrazione di iscritti in aree del nord (soprattutto a Milano) cui si contrappone la presenza significativa di altri iscritti su buona parte del territorio nazionale: è evidente che per questi ultimi appare poco realistico prospettare l’obbligo di ripetuti spostamenti per assolvere l’obbligo di formazione.

2 Concretezza e pragmatismo

Registro dei tirocinanti
Prendendo spunto dalle novità già introdotte in sede di revisione del CPI nel 2010, l’Ordine ha già messo in atto interventi estesi a livello di organizzazione dell’Albo o Registro dei tirocinanti, gestito secondo modalità pressoché completamente informatizzate sul sito dell’Ordine.
L’obiettivo per il futuro è completare e consolidare le attività svolte, emanando entro la scadenza fissata dal DPR i relativi regolamenti destinati a tenere in conto, fra l’altro, la possibilità di svolgere corsi di formazione (limitatamente ai primi 6 mesi, anche prima del conseguimento della laurea) come parte integrante del tirocinio e non già – cosí come avveniva secondo la normativa previgente – come modo per ottenere una sorta di “sconto” sulla durata del tirocinio.

Assicurazione professionale
In materia di assicurazione professionale è stata stipulata di recente una nuova convenzione, in aggiunta a quella già in essere da diversi anni.
Il tutto richiamando ancora una volta l’attenzione degli iscritti sul fatto che, per i motivi veduti sopra, la definizione della forma e dei contenuti del singolo contratto di assicurazione, con le garanzie e le responsabilità che ne derivano, non potrà che essere fatta risalire all’iscritto stesso, cui sarà demandato il compito di negoziare in piena autonomia la copertura assicurativa con il broker e/o la compagnia di assicurazione, avendo cura di verificare, ad esempio, che tale copertura si estenda anche alle prestazioni professionali rese in qualità di consulente o perito del giudice.

Questioni disciplinari
In materia disciplinare, riconosciuta l’oggettiva impossibilità di emanare di concerto con il Ministero vigilante, il relativo regolamento nei tempi strettissimi previsti dal DPR, il Consiglio si sta muovendo in una duplice direzione:
a)  da un lato, continuando temporaneamente a svolgere, cosí come previsto dal Decreto, il ruolo di organismo disciplinare, e
b) dall’altro lato, avviando e coltivando i contatti con il Ministero vigilante per addivenire quanto prima all’emanazione del Regolamento sul Consiglio di disciplina, che si auspica possa essere quanto prima insediato a seguito di un’elezione totalmente indipendente da quella del Consiglio dell’Ordine, cosí da assicurare la completa autonomia e indipendenza dei due organismi.
Sul primo fronte è ormai in via di completamento l’attività avviata negli anni scorsi con l’ausilio di legali esperti al fine di definire criteri uniformi e costanti per la conduzione dei procedimenti disciplinari.
Questo anche a beneficio del costituendo Consiglio di disciplina e con l’obiettivo di assicurare la completa omogeneità e trasparenza nella conduzione dei procedimenti e di garantire nel contempo la privacy dei soggetti coinvolti, esigenza resa ancor piú stringente dalla previsione – contenuta nel DPR – della annotazione dei provvedimenti disciplinari nell’Albo.
Nell’assemblea del 7 marzo 2013 è stato altresí approvato un riassetto del Codice deontologico orientato in tre direzioni:
a)  aggiornamento terminologico e migliore coordinamento con le ripetute modifiche legislative (incluso il CPI);
b) recepimento del dettato degli interventi di riforma della professione; e
c)  inserimento nel Codice, quale componente organica, di norme in materia di trasferimento delle pratiche.
Sono stati avviati di recente, presso il Ministero vigilante, passi per addivenire a una celere determinazione dei parametri di riferimento per la determinazione delle spettanze, in particolare in materia di consulenze e perizie d’Ufficio, con l’intento di addivenire a una rimunerazione adeguata del tempo e della disponibilità dedicata agli incarichi (e della responsabilità assunta con il loro espletamento) superando, ad esempio, il meccanismo arcaico e mortificante delle “vacazioni”, cui talvolta si accompagna un intervento di taglio delle competenze esposte dal CTU.
Il quadro professionale, caratterizzato ormai da decenni da una forte internazionalizzazione, porta infatti il consulente a notare con rammarico il divario fra le rimunerazioni riconosciutegli secondo che incarichi pressochè equivalenti vengano da organismi nazionali ovvero organismi esteri o internazionali.

Formazione continua
In materia di formazione continua, la distribuzione degli iscritti sul territorio nazionale si correla alla prevista introduzione di un analogo obbligo di formazione continua a carico dei mandatari europei in brevetti (e probabilmente anche dei mandatari in marchi e/o modelli), con l’auspicio che quanto richiesto per l’assolvimento dell’obbligo a livello europeo possa valere, almeno in parte, ai fini dell’assolvimento dell’obbligo nazionale, senza inutili ridondanze.
Al riguardo il nostro Ordine può contare su un’esperienza molto positiva fatta nel 2011 e nel 2012 con un numero sempre crescente di eventi di incontro e di formazione con ampio riscontro di partecipazione. In molti casi, i posti disponibili sono andati rapidamente esauriti e molti iscritti hanno giustamente lamentato il fatto di non aver potuto presenziare. Tali eventi sono stati allora resi disponibili  in differita sul sito dell’Ordine.
Confidiamo che l’esperienza di successo fatta con questi eventi possa confluire, entro la scadenza prevista dal DPR, in un regolamento sulla formazione continua destinato a regolare, non un onere da assolvere da parte degli iscritti, ma un servizio reso agli iscritti e ai soggetti cui si rivolge la loro attività professionale con generale beneficio al sistema economico in un momento particolarmente critico come quello attuale.

3 Informazione e coinvolgimento

Piú che singoli cittadini, i “consumatori” principali dei nostri servizi sono imprese e istituzioni, quali ad esempio le Università e gli Istituti pubblici di ricerca, in Italia e all’estero.

Il sito web dell’Ordine
L’informazione è quindi diretta in via principale agli iscritti e a questi soggetti professionali. Grazie al nuovo assetto del sito dell’Ordine (www.ordine-brevetti. it), estesamente modificato a partire dal 2010 e accessibile in larga misura anche al pubblico, è ora disponibile – in pratica in tempo reale – un’informazione precisa e puntuale sulle novità legislative e regolamentari e sulle attività dell’Ordine mano a mano che queste intervengono e sono svolte.

Consultazioni on line
A livello di coinvolgimento, è interessante notare, ad esempio, che un punto rimasto aperto alla discussione nell’ultima assemblea degli iscritti è stato riferito a una consultazione on line degli iscritti. L’iniziativa ha dato origine a un esperimento interessante, con buon riscontro di partecipazione. Un altro dato confortante è il notevole incremento (circa del 30%) dei voti espressi alle ultime elezioni del Consiglio nel marzo 2013, indizio di una rinnovata volontà di partecipazione.
Queste elezioni potrebbero essere le ultime svolte secondo modalità “cartacee” tradizionali, con le prossime votazioni – e quelle per il costituendo Consiglio di disciplina – destinate a svolgersi con modalità interamente telematiche (c.d. e-voting).

E-learning
In materia di formazione continua è in sede di progetto una piattaforma telematica per il tracciamento in tempo reale dell’assolvimento dell’obbligo di formazione in modo trasparente rispetto alle modalità a tal fine adottate – dunque garantendo agli iscritti la piú ampia libertà di scelta al riguardo.
In parallelo, l’Ordine intende promuovere, tanto tramite iniziative proprie, quanto tramite iniziative di terzi, la possibilità di assolvere l’obbligo di formazione secondo modalità di formazione a distanza (FAD).
Cosí come già detto, il generale auspicio (forse piú che auspicio, impegno) è far sí che, invece di rappresentare un fastidioso onere, l’obbligo di formazione possa diventare occasione di ulteriore coinvolgimento, crescita e scambio “peer-to-peer” di esperienze informative e formative fra gli iscritti.

 

Luciano Bosotti
Presidente Ordine Nazionale dei Consulenti in Proprietà Industriale

 

Read More