Modernità di un patrimonio antico, da far fruttificare a vantaggio di tutti per uno sviluppo sostenibile

Stefano Masini, Responsabile dell’Area Ambiente e Territorio, Confederazione Nazionale Coldiretti


Già alla fine del 1700 il giovane giurista e filosofo Gaetano Filangieri si domandava: «Possiamo noi lusingarci di rivedere l’agricoltura nel suo antico splendore? Malgrado gli avanzi degli antichi pregiudizi, malgrado le reliquie ancora esistenti dell’ignoranza di molti secoli, malgrado l’alterazione funesta, che ha cagionato nella nostra maniera di pensare il lungo vigore della legislazione de’ barbari, de’ loro usi, delle loro massime, e delle stravagantissime leggi della Cavalleria, e dell’onore; malgrado, io dico, gli sforzi combinati di tutte queste appendici fatali de’ mali, che hanno per tanto tempo oppressa l’Europa, potremo noi sperare di vedere l’agricoltore onorato, distinto, decorato dalle leggi, da’ governi e dall’opinione pubblica stessa?
I rapidi progressi delle utili cognizioni, le accademie d’agricoltura stabilite in molti Paesi dell’Europa, i premi accordati ad alcune scoverte utili, la moltiplicità degli agricoltori filosofi che sono comparsi in questi ultimi tempi, sono forse bastanti a giustificare le nostre speranze? Sí, ma in un solo caso; quando i governi cominciassero dal provvedere al ben essere dell’agricoltore» (1).
L’attenzione per il benessere dell’agricoltore esprimeva la consapevolezza di quanto fosse faticosa la coltivazione della terra, e di quanto scarsa fosse la considerazione, da parte della società e delle leggi, per l’attività svolta nei campi, senza, tuttavia, riflettere sulla ricchezza dei frutti offerti con generosa benevolenza dalla natura.
Oggi, l’attenzione per il benessere dell’agricoltore assume una valenza poliedrica, che abbraccia le condizioni di lavoro e la sicurezza non solo nei campi, ma anche nelle attività propriamente industriali, sempre piú presenti in agricoltura, le condizioni di salute degli animali allevati, le condizioni di salubrità del suolo e dell’ambiente circostante.
Il carattere multifunzionale dell’agricoltura esprime proprio le numerose forme di impiego delle risorse provenienti dalla terra o che della terra si avvalgono per essere trasformate in altre attività ad essa connesse. La tutela dell’ambiente, priorità assoluta delle istituzioni e delle generazioni attuali, disegna il percorso dell’agricoltura verso uno sviluppo sostenibile.
Si potrebbe, allora, tentare di abbozzare una qualche riflessione in grado di rassicurare l’animo tormentato di un giovane giurista, che già aveva compreso il ruolo essenziale, ma complesso, dell’agricoltura, principio e fonte di progresso economico e ambientale della società e per questo bisognosa di essere incentivata e valorizzata.
L’analisi dei recentissimi dati risultanti dall’ultimo rapporto sugli italiani e l’agricoltura nel contesto della green economy (2), lascia, ad esempio, intravedere i segni di un radicale cambiamento nel modo di percepire le innumerevoli risorse che derivano dalle attività agricole, intese, queste ultime, non piú e non soltanto come necessariamente legate allo sfruttamento del suolo, ma in connessione con la produzione di beni e, sempre piú spesso, di servizi che si avvalgono di tutto ciò che di bello la natura, in collaborazione con l’opera dell’uomo, è in grado di offrire in un dato territorio.
Ad esempio, appaiono fiduciose le risposte degli italiani sul modo di intendere l’agricoltura e di coglierne gli effetti positivi sull’ambiente: il periodo del consumismo sfrenato sembra passare lentamente di moda, per essere sostituito da una ricerca introspettiva e maggiormente critica dell’origine delle cose, dalla produzione degli alimenti, all’allevamento degli animali, dalla realizzazione delle opere infrastrutturali alla fornitura dei servizi. Si recupera il bisogno di dare senso alle cose e di assumere un ruolo attivo nella conoscenza, anche sotto il profilo della sicurezza, senza accontentarsi della merce offerta ed esposta negli scaffali dei supermercati.
Lo dimostrano i dati del rapporto richiamato, dai quali risulta un aumento notevole degli acquisti di prodotti agricoli presso fattorie, agriturismi e farmer’s markets: luoghi, questi, che consentono di instaurare un rapporto diretto con chi produce e trasforma i prodotti e con chi offre servizi sempre piú apprezzati anche alle persone (tra i quali si ricordano le fattorie didattiche e gli agri-ospizi).
Nel mercato, il contatto e la fidelizzazione, tra l’altro, rafforzano la fiducia dei consumatori, secondo i quali i prodotti agricoli freschi sono tra i piú sicuri, mentre l’utilizzo degli organismi geneticamente modificati lascia la stragrande maggioranza degli intervistati molto preoccupati, anche in caso di rassicurazioni eventuali sulla non nocività degli stessi.
Il recupero del pensiero romantico, in luogo del razionalismo esasperato del periodo illuminista, consente di restituire centralità al rapporto dell’uomo con la natura, attraverso azioni di integrazione armoniosa tra le due dimensioni e la riscoperta di tradizioni e valori dimenticati, troppo spesso sostituiti da interessi speculativi che tanti danni hanno causato non solo all’ambiente, ma anche all’umanità intera.
Il diverso modo di percepire l’ambiente intorno all’individuo ha condotto, proprio durante il romanticismo, a uno studio evolutivo della prospettiva, intesa come l’insieme delle molteplici parti che compongono lo spazio in cui si realizza la visione antropocentrica dell’uomo. Ci si rende conto, che esistono diversi angoli di osservazione del territorio circostante, tutti riconducibili a unità se filtrati attraverso la lente della natura e delle sue ricchezze. Questo risultato, tuttavia, lungi dall’essere spontaneo e meccanico, presuppone la capacità di cogliere le opportunità presenti sul territorio, che, solo una conoscenza approfondita e avvicinata dello stesso, sono in grado di garantire.
Il concetto di agricoltura multifunzionale e sostenibile si collega proprio a una visione prospettica e complessa, evolutiva e dinamica dell’ambiente che circonda e influenza le nostre azioni.
La natura, dunque, se rispettata e osservata con senso critico e reale, è in grado di offrire innumerevoli opportunità di sviluppo della società presente e futura. Come è stato ricordato dal Papa emerito Benedetto XVI alla plenaria del Pontificio Consiglio della Cultura, il 7 febbraio 2013, «ci troviamo di fronte a una realtà complessa ma anche affascinante, che va compresa in maniera approfondita e amata con spirito di empatia» (3).
Le piú brillanti invenzioni dell’arte, d’altro canto, sono quelle che si servono dei tesori della natura senza, tuttavia, danneggiarla: arti e mestieri devono, pertanto, essere tutelati nel rispetto dell’ambiente (4).
I giovani devono essere educati al rispetto del mondo che li circonda e devono essere guidati alla scoperta della natura e dei suoi impieghi in agricoltura, attraverso insegnamenti diretti a sviluppare conoscenze e competenze specifiche in àmbito tecnico e scientifico, e ad arricchire il loro patrimonio culturale e umano, rendendoli, cosí, adulti indipendenti e responsabili, capaci di trasferire i loro saperi in iniziative economiche meritevoli, perché sostenibili.
Vanno, cosí, segnalati alcuni esempi di buone pratiche, tra l’altro e fortunatamente sempre piú diffusi sul territorio, che esprimono la capacità di applicare l’estro innovativo dei giovani a mestieri recuperati dalle piú risalenti tradizioni.
Sono, in questo senso, da riconoscere e censire che impiegano tecniche produttive ecosostenibili per garantire prodotti agroalimentari di qualità attraverso un uso razionale e non invasivo del suolo (si pensi alla filiera corta, ai prodotti a chilometro zero, alle fonti di energia rinnovabile).
A queste iniziative si aggiungono quelle che forniscono al pubblico servizi diretti a far conoscere e apprezzare la vita in campagna, come vero e proprio modus vivendi: sono numerose le attività agrituristiche presenti sul nostro territorio; ciascuna di esse presenta specifici tratti distintivi dovuti alla localizzazione e alla varietà dei servizi offerti: le attività di ristorazione sono sempre piú spesso integrate da servizi indirizzati alla cura e al benessere psico-fisico della persona (si pensi, ad esempio, anche all’impiego sempre piú frequente delle materie prime agricole, quali l’olio extravergine di oliva, nella produzione di farmaci e cosmetici); spesso si organizzano corsi di cucina, equitazione, ovvero ancora, passeggiate culturali tra parchi e paesaggi, fonti pregiate di inestimabili di biodiversità.
Assumono un carattere emblematico le iniziative locali dirette a coniugare la cultura con la qualità di prodotti e servizi forniti direttamente dai gestori di strutture agrituristiche sempre piú attrezzate, che offrono, tra l’altro, la preziosa opportunità di ripercorrere la storia architettonica e paesaggistica di territori abbandonati e recuperati  in chiave multifunzionale: masserie e cascine, ad esempio, vedono trasformata la loro destinazione originaria per accogliere iniziative turistiche dirette a favorire l’incontro del mondo urbano con quello rurale; l’offerta di servizi di ristorazione e ricezione, l’organizzazione di corsi di pittura, di cucina e di eventi, la produzione di confetture, marmellate, vini, olio extravergine di oliva, saponi e creme per la cura della persona, consentono di apprezzare la qualità e la genuinità delle materie prime locali e di infondere curiosità per la storia e la cultura delle zone interne, favorendone, cosí, il ripopolamento.
Si pensi, inoltre, alle attività di promozione della filiera corta, realizzate attraverso la vendita diretta di prodotti ottenuti da materie prime lavorate personalmente da chi produce, oppure, alla selezione dei prodotti di qualità, condotta da professionisti specificamente formati nell’attività dell’assaggio, in particolare di olii, o vini o aceti.
Altri progetti interessanti sono quelli che vedono impegnati i produttori nel sostenere e valorizzare il settore del biologico. Meritevole appare, sotto questo profilo, il diretto coinvolgimento dei produttori negli acquisti pubblici verdi della pubblica amministrazione, al fine di garantire la fornitura di alimenti sostenibili. Sempre piú frequenti sono le iniziative degli enti locali dirette a favorire, nell’àmbito della ristorazione collettiva pubblica, il consumo di alimenti biologici e di prodotti tipici e tradizionali. Progetti collaterali a tali iniziative perseguono anche l’obiettivo di sensibilizzare i giovani sulla conoscenza dell’attività agricola, sulla tipicità e sulla stagionalità dei prodotti e sulla tutela dell’ambiente.
Diffuse sono, ancora, le società cooperative agricole e forestali impegnate nei settori della forestazione e della difesa idrogeologica, del rimboschimento e del miglioramento di terreni pascolivi e forestali, della progettazione, dell’impianto e della manutenzione di vivai, parchi, giardini e aree naturali e, piú in generale, della manutenzione del territorio e della difesa del suolo, che offrono un servizio costante e razionale a tutela dell’ambiente.
Le attività svolte da tali consorzi dimostrano come siano rilevanti i benefici derivanti dalla presenza sul territorio delle aziende agricole in termini di controllo contro i pericoli derivanti da incendi, dissesti idrogeologici, fenomeni di abusivismo edilizio, e quanto importanti siano i vantaggi per l’intera collettività e per la pubblica amministrazione anche sotto il profilo dei minori costi da sostenere.
Si tratta di iniziative importanti che vanno promosse e incentivate perché in grado di contribuire alla crescita economica e sostenibile del Paese. Merita di essere segnalato, ad esempio, il dato relativo all’aumento delle assunzioni nel comparto agricolo, a dispetto dei numeri negativi che la crisi attuale quotidianamente ci presenta (5).
Si tratta, quindi, di un messaggio estremamente positivo che deve essere riconosciuto con forza e rigore dalle istituzioni centrali e locali per restituire ai giovani e alle generazioni tutte, il senso di appartenenza alla terra che nutre e custodisce le nostre radici piú profonde; radici, queste, che possono crescere e irrobustirsi solo se alimentate dalla speranza di poter contribuire alla conservazione e allo sviluppo economico e culturale del nostro patrimonio storico, artistico, umano e ambientale.
La ricchezza del nostro patrimonio è, tra l’altro, ampiamente testimoniata dagli apprezzamenti e dai riconoscimenti costanti provenienti da numerose parti del mondo, a dimostrazione dell’alto valore racchiuso nel nostro territorio.
Occorrerebbe, allora, tutelare con piú forza questo immenso valore, per evitare che possa essere disperso, screditato o abusivamente sfruttato, con danni economici e di immagine davvero rilevanti. Le imprese, gli agricoltori e tutti coloro che contribuiscono con il loro lavoro a produrre ricchezza, dovrebbero essere sostenuti nei costi di gestione, valorizzazione e promozione dei risultati delle loro attività e dovrebbero poter operare in un contesto controllato e sicuro, dove consentire specialmente alle nuove generazioni di apprendere le regole dell’arte e di essere educati alla lealtà e alla correttezza professionale.
Infine, illuminanti e, per questo, degne di essere ricordate, sono le parole pronunciate dal Papa emerito Benedetto XVI sulla necessità di educare i giovani a credere nel futuro: «Se i giovani non sperassero e non progredissero piú, se non inserissero nelle dinamiche storiche la loro energia, la loro vitalità, la loro capacità di anticipare il futuro, ci troveremmo un’umanità ripiegata su sé stessa, priva di fiducia e di uno sguardo positivo verso il domani» (6).

Stefano Masini
Responsabile dell’Area Ambiente e Territorio, Confederazione Nazionale Coldiretti


Note

1) G. Filangieri, La scienza della legislazione, Tomo II, Filadelfia, 1807, p. 6-7.

2) Si tratta del III Rapporto “Gli italiani e l’agricoltura”, con un focus su: “Agricoltura multifunzionale e Green Economy” realizzato dalla Fondazione UniVerde e IPR Marketing in occasione del convegno sul tema: “Agricoltura e occupazione: antichi e nuovi mestieri” tenutosi il 18 giugno 2013 presso la sede storica di Coldiretti a Roma; si consulti, al riguardo, il sito www. fondazioneuniverde.it

3) Notizia riportata da L’Osservatore Romano dell’8 febbraio 2013, p. 1.

4) Un popolo è tanto piú ricco quanto piú è in grado di unire i benefici dell’industria a quelli dell’agricoltura: «il primo oggetto dunque della legislazione economica è di combinare i progressi delle arti e delle manifatture con quelli dell’agricoltura. Per ottenere questo fine il legislatore deve promuovere, piú d’ogni altro, quelle arti e quelle manifatture che impiegano una maggior quantità di quelle materie prime, che sono i prodotti del suo suolo»: cfr. G. Filangieri, La scienza …, op. cit., pp. 11-12.

5) http://www.ilpuntocoldiretti.it/attualita

6) Parole, queste, pronunciate dal Papa durante la plenaria del Pontificio Consiglio della Cultura, il 7 febbraio 2013; fonte: L’Osservatore romano, op. cit., p. 1.

Read More