Massimo risultato: nel rispetto del risparmiatore, e del pubblico interesse

Maurizio Bufi, Presidente ANASF


 

Il vincolo che esiste tra il promotore finanziario e la società di intermediazione mobiliare è quello del monomandato, cioè egli può operare per un solo soggetto abilitato e questo rappresenta un elemento di garanzia per il risparmiatore.
L’attività del promotore finanziario si caratterizza per l’offerta fuori sede, in quanto il promotore finanziario è l’unico operatore del mercato che può promuovere e collocare presso il pubblico dei risparmiatori prodotti e strumenti finanziari, nonché il servizio di consulenza per conto della società per la quale opera.
L’offerta ha un’architettura aperta e ciò significa che il promotore finanziario dispone non solo dei prodotti della casa madre, ma anche di strumenti di società terze, gestendo efficacemente anche il conflitto di interessi.
La “Direttiva europea Mifid” regola lo svolgimento dell’attività, prevedendo il rispetto dei princípi di adeguatezza e appropriatezza per gli investimenti.

Chances e nodi etici problematici

Il rapporto che il promotore finanziario instaura con i risparmiatori è fondato sulla fiducia, un valore basilare per lo sviluppo delle relazioni professionali, fiducia che si conquista con il tempo, dimostrando di mettere al centro della propria attività le esigenze del cliente, attraverso il metodo della pianificazione finanziaria che deve perseguire gli obiettivi di vita e finanziari individuati insieme con l’investitore.
L’etica rappresenta un corollario fondamentale del rapporto fiduciario, che a sua volta si aggiunge alla responsabilità del proprio ruolo, visto che il promotore finanziario si occupa di risparmio, accantonato per scopi precauzionali o per singoli obiettivi, come per assicurarsi una pensione tranquilla o un futuro proprio e della famiglia stabile e duraturo. Le leggi che regolano lo svolgimento della nostra attività sono volte a tutelare quindi i risparmiatori secondo norme chiare e trasparenti cui tutti i promotori finanziari sono sottoposti.
Anasf, dal canto suo, ha aggiunto per tutti i professionisti associati anche il rispetto di un Codice deontologico di autodisciplina, emanato nel 1999, che garantisca la piena trasparenza e correttezza degli operatori del risparmio che rappresentiamo.

Questione di correttezza e trasparenza

La fiducia dei risparmiatori in un mercato amico dei loro diritti è il primo e fondamentale requisito su cui i Promotori finanziari basano le prospettive di sviluppo della loro professione.
Facendo proprio questo principio, Anasf, l’associazione nazionale dei promotori finanziari, ha redatto nel 2005 la Carta dei diritti dei risparmiatori, affinché le loro scelte siano consapevoli e responsabili e siano sempre garantite e tutelate. La Carta afferma che «il risparmiatore ha diritto che il mercato in cui investe i propri risparmi sia ben regolato. Il risparmiatore ha diritto che le regole del mercato siano chiare e rigorose e che siano tendenzialmente uguali per tutti gli intermediari, al fine di evitare penalizzazioni discriminanti tra gli stessi e soprattutto per creare un mercato omogeneo nei confronti dei risparmiatori, che hanno diritto di contare sui medesimi standard e sulle medesime garanzie, a prescindere dal canale distributivo a cui si rivolgono. Il Risparmiatore ha diritto che le regole del mercato siano garantite da un adeguato sistema di controlli e che siano previste sanzioni a carico di chi le viola» (art. 1, 1-3).
Il risparmiatore – secondo quanto fissato da Anasf sulla Carta – ha diritto di relazionarsi sul mercato con operatori «di cui siano garantite la correttezza e la professionalità» (art. 2, 1) e di «ricevere un’informazione chiara, completa e trasparente, che gli permetta di compiere le proprie scelte di investimento nel modo piú idoneo alle proprie esigenze» (art. 3, 1) e ha diritto di ricevere l’informazione con linguaggio preciso e rigoroso, ma al tempo stesso semplice e chiaro, cosí da risultare comprensibile anche in assenza di specifiche competenze» (art. 3, 4).

Impegno di Anasf per l’attuazione della Carta dei Diritti dei Risparmiatori

L’attuazione pratica dei princípi enunciati nella Carta dei Diritti dei Risparmiatori richiede l’impegno di tutti i protagonisti, le cui azioni influenzano il mercato finanziario.
•  è impegno del Legislatore e delle Autorità pubbliche di regolazione e vigilanza del mercato;
•  è impegno degli Intermediari abilitati, quali Assicurazioni, Banche, Società di distribuzione, Società di gestione, Società di intermediazione;
•  è impegno di ogni altro operatore del mercato. Per quanto compete i Promotori finanziari, Anasf:
•  rafforzerà il proprio impegno nella formazione, con particolare attenzione alla certificazione dei livelli di capacità professionali, sensibilizzando anche le Società mandanti a un salto di qualità;
•  lavorerà per diffondere e radicare la cultura dei diritti dei Risparmiatori all’interno della categoria professionale, a partire dai propri associati;
•  assumerà iniziative di “alfabetizzazione finanziaria” rivolte ai Risparmiatori, affinché cresca fra essi il grado di consapevolezza dei propri diritti nonché il livello di cultura necessario per il loro effettivo e autonomo esercizio;
•  inserirà la Carta dei Diritti dei Risparmiatori come allegato del proprio Codice deontologico, in modo che i diritti enunciati in essa diventino precise regole di condotta dei Promotori vincolati all’osservanza del Codice;
•  promuoverà la costituzione e il funzionamento – se del caso in cooperazione con le Associazioni dei Consumatori, dei Risparmiatori e con quelle degli Intermediari abilitati – di un Osservatorio sui Diritti dei Risparmiatori, che possa eventualmente operare anche come sede per iniziative di conciliazione delle controversie;
•  eserciterà il proprio diritto-dovere di intervento nelle forme opportune tutte le volte che rileverà comportamenti di mercato non rispettosi dei diritti dei Risparmiatori e degli Operatori;
•  si impegnerà, nelle sedi e con gli interlocutori competenti, alla semplificazione della documentazione attinente le operazioni d’investimento, con l’obiettivo di aumentarne chiarezza, trasparenza e comprensibilità;
•  sosterrà, nel confronto e nel dialogo con i propri interlocutori istituzionali e professionali (Legislatore e Autorità pubbliche di regolazione e controllo del mercato, Intermediari abilitati), posizioni ispirate non solo agli specifici interessi dei promotori finanziari, ma anche agli interessi e ai diritti dei Risparmiatori, nella convinzione che fra gli uni e gli altri non ci sia conflitto.

Relazione con il Cittadino e con l’intera collettività civile

Abbiamo piú volte voluto sottolineare il ruolo anche sociale del promotore finanziario, che durante questa lunga crisi ha dovuto affrontare l’ennesima prova di resistenza. Ha saputo assistere i risparmiatori, che sottoponevano domande del tutto nuove, ha saputo aggiornarsi e prepararsi per poter stare al passo coi tempi, ha saputo anche controllare l’emotività dei clienti. E si è impegnato anche nell’educazione finanziaria dei risparmiatori, aspetto tanto lacunoso tra gli italiani.

Ciò che resta da fare

In termini di investimenti sulla nostra professione sono due i driver fondamentali: il primo è quello della formazione, quale asset strategico per chi vuole qualificarsi in un mercato molto selettivo e impegnativo, dove quindi le competenze richieste devono essere non solo di natura tecnica ma anche di natura relazionale.
L’altro grande tema, che riguarda l’industria finanziaria e del risparmio gestito indistintamente, è quello del ricambio generazionale, su cui è necessaria un’azione forte e decisa da parte di tutti gli attori del mercato, perché si punti e si investa per un ulteriore sviluppo della professione attraverso il mondo dei giovani.
Anasf ha proposto la reintroduzione di una forma di tirocinio o praticantato, attraverso una condivisione con gli interlocutori interessati. L’auspicio è che venga valorizzato il ruolo del promotore finanziario e che si sviluppi anche presso i risparmiatori la coscienza di quanto sia importante affidarsi a un interlocutore qualificato. E i promotori finanziari hanno tutte le carte in regola.

 

Maurizio Bufi
Presidente ANAS

 

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