Liberalizzazione sí, ma senza togliere autonomia ai Consigli nazionali. Il DPR è una deludente raccolta di disposizioni, talora contraddittorie o palesemente erronee

TRE DOMANDE AI PRESIDENTI
DEGLI ORDINI, DEI COLLEGI E DEGLI ALBI PROFESSIONALI

1  Quali le novità del DPR 137/12 per il vostro Ordine Professionale?

2  Cosa state facendo per recepirne le direttive?

3  Come state informando e coinvolgendo il cittadino-consumatore?

 

 

Roberto Orlandi, Presidente Consiglio del Collegio Nazionale degli   Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati


 

 

1 Riserve e criticità sul DPR

Il DPR 137/2012 impone significativi cambiamenti alla legge professionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati, in misura sicuramente maggiore rispetto a quanto richiesto ad altri Albi. Sul provvedimento il Collegio Nazionale ha maturato un giudizio negativo, evidenziando le seguenti criticità:

Nuovo sistema disciplinare
L’Albo degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati è uno dei 6 (su 27 esistenti) interessato alla costituzione dei nuovi “Consigli di disciplina nazionali” (gli altri Albi devono istituire solo i “Consigli di disciplina territoriali”, mentre l’organo disciplinare nazionale rimane intoccato) e ciò comporta una profonda riorganizzazione della stessa struttura di gestione dell’Albo, con notevoli costi.
Le critiche alla disposizione sono nel fatto che applicare il nuovo disciplinare nazionale solo a 6 categorie su 27 (le quali nell’insieme contano 247.000 professionisti iscritti su 2.200.000, cioè l’11% circa del totale), significa non modificare sostanzialmente la situazione precedente, ma gravare di costi le categorie soggette alle nuove norme, cosa oggettivamente irrazionale.
Inoltre, per gli Agrotecnici e gli Agrotecnici laureati, l’azione disciplinare è sempre stata un problema di scarsa rilevanza, almeno come numero di segnalazioni e casi trattati, ciò non di meno risulta una delle categorie maggiormente gravata da nuovi adempimenti.

Tirocini professionali
È in questo settore che si rinvengono i problemi maggiori infatti, incredibilmente, le disposizioni sui tirocini previsti dall’art. 6 del DPR 137/2012 non sono coordinate con quelle previste dal precedente DPR 5 giugno 2001 n. 328, per cui non si comprende quale delle due norme debba essere applicata; dovrebbe essere l’ultima in ordine di tempo, che però è piú restrittiva rispetto alla norma del 2001, la quale ultima pare perciò piú rispettosa della ratio della legge n. 148/2011, cioè della legge autorizzante il DPR 137/2012.
Gli effetti di questo “conflitto” giuridico non sono di poco conto; ad esempio, il DPR 137/2012 prevede che un semestre di tirocinio, al massimo, possa essere anticipato esclusivamente durante l’ultimo anno del corso di studi mentre il DPR 328/2001 consente di anticipare anche tutto il periodo di tirocinio durante il corso di studi e anche in anni precedenti l’ultimo.
Il risultato di questo conflitto di norme è che i giovani laureandi che svolgono attualmente l’intero periodo di tirocinio professionale durante il corso di studi, sulla base di convenzioni stipulate fra il Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati e le Università, non sanno se quel tirocinio sia valido oppure no per sostenere gli esami abilitanti del 2013.
Per questo la categoria degli Agrotecnici ha giudicato severamente il comportamento del Governo, che ha precipitato nell’incertezza migliaia di giovani (il solo Albo degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati ha attualmente tirocini in convenzione con 133 Corsi di studio universitari e con 78 Istituti Agrari).

Convenzioni Ordini/Università
Il DPR 137/2012 interviene anche (e indebitamente, perché ciò non è consentito dalla legge autorizzante) sulle modalità di svolgimento del tirocinio (peggiorandole e rendendole piú disagevoli per i giovani praticanti) e limita fortemente l’autonomia ordinistica di poter stipulare convenzioni con Istituti Superiori e Università per far svolgere anticipatamente il tirocinio professionale, già direttamente nel percorso di studi.

Formazione continua
In questo àmbito si registra una forte e indebita invadenza ministeriale, in particolare laddove il Ministro della Giustizia si arroga il potere di approvazione dei Regolamenti recanti gli obblighi di formazione continua, che invece la legge autorizzante affida in via esclusiva alla potestà dei Consigli Nazionali degli Ordini.

Assicurazione professionale
Ogni professionista esercente (il Collegio degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati ritiene che per “esercente” debba intendersi unicamente l’iscritto che esercita effettivamente la professione, perciò con esclusione di chi al momento, pure iscritto, svolge altra attività) dovrà dotarsi di una polizza RC professionale. La norma è di indubbia utilità, ma senz’altro anche troppo enfatizzata. Per i liberi professionisti infatti l’assicurazione è un problema relativo, nel senso che i liberi professionisti hanno sempre risposto in modo diretto e illimitato, anche con i propri beni personali (mentre, per confronto, una SRL commerciale risponde esclusivamente nel limite del proprio capitale sociale, che può essere anche molto ridotto), dei propri eventuali errori, circostanza che li ha indotti a rendere le prestazioni professionali con grande attenzione e cognizione di causa.
Per i clienti e gli utenti dei liberi professionisti, pertanto, l’assicurazione non cambia sostanzialmente la situazione precedente, già godendo essi della garanzia illimitata dei beni del professionista, rispetto ai quali ora si aggiunge l’assicurazione.

2 Obiettivi e strategie

La linea decisa dal Consiglio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati è duplice: da un lato, contestare in via giudiziaria il DPR 137/2012 (al riguardo è stato presentato un ricorso al TAR Lazio, già discusso e la cui sentenza definitiva è prevista per il prossimo mese di luglio) e, in attesa del pronunciamento della magistratura, applicare il DPR pedissequamente.

Il Collegio disciplinare
Il primo appuntamento, quello con il nuovo procedimento disciplinare, è stato puntualmente rispettato ed entro il 15 novembre 2012 (termine di legge) il Collegio Nazionale ha trasmesso il relativo Regolamento al Ministro della Giustizia il quale, dopo avere richiesto alcune modifiche, lo ha pubblicato sul Bollettino Ufficiale del Ministero del 15.12.2012, con entrata in vigore il giorno stesso. Al momento pertanto ovunque in Italia i Collegi locali stanno organizzando le procedure relative alla composizione dei nuovi organi di disciplina.

Formazione, Assicurazione, Codice deontologico
È inoltre in preparazione il Regolamento relativo alla formazione continua che deve entrare in vigore, previo parere del Ministro vigilante, entro il 14 agosto 2013.
Sempre entro la stessa data scatterà l’obbligo assicurativo per gli iscritti: al riguardo sono già in avanzata fase di studio accordi con tre fra i principali operatori del settore; in ogni caso, gli iscritti non avranno alcun obbligo di utilizzare le polizze previste dagli stipulandi accordi, potendo rivolgersi al libero mercato, quando ritengano di poter trovare condizioni piú convenienti.
Infine è in corso di revisione il Codice deontologico, per adeguarlo alla riforma.
Naturalmente nel caso il Collegio Nazionale ottenga una sentenza favorevole dal TAR Lazio i Regolamenti terranno conto della ritrovata autonomia; a questo riguardo si segnala che il TAR ha negato al Collegio Nazionale la richiesta di “sospensiva” del DPR 137/2012, concedendo però un merito accelerato, con una sentenza di primo grado che sarà pronunciata nell’udienza del 3 luglio 2013, in tempo utile per assumere le piú opportune determinazioni, posto che diversi qualificanti aspetti della riforma delle professioni (assicurazione e formazione obbligatoria) troveranno applicazione a partire dal 15 agosto 2013, quindi oltre un mese dopo la decisione del TAR.
Ciò darà modo, non solo all’Albo degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati, ma anche a tutte le restanti categorie professionali, di adottare diversamente i propri Regolamenti, in relazione al pronunciamento dei Giudici amministrativi.

3 Comunicazione diffusa e trasparente

In questa fase, la prima dopo l’entrata in vigore del DPR 137/12, l’attività è principalmente incentrata negli aspetti applicativi della riforma, e segnatamente in quelli che incidono strutturalmente (come i nuovi Collegi di disciplina) e dunque si rivolge agli iscritti e ai Collegi territoriali. Tuttavia attraverso il sito internet www. agrotecnici.it è possibile per chiunque seguire l’attività in progress e scaricare o consultare i nuovi Regolamenti man mano approvati, nonché gli altri interventi attuati, comprese le iniziative giudiziarie e il ricorso promosso al TAR del Lazio. Il Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati comunica inoltre con gli utenti dei servizi professionali attraverso la Sezione NEWS del proprio sito istituzionale mentre “Comunicati Stampa” periodici servono ad informare i media dell’evoluzione della riforma, che gli Agrotecnici applicano dandone la massima diffusione e trasparenza.
In ogni caso, sino al mese di aprile 2013, la maggior parte dell’attività sarà dedicata alla costituzione dei nuovi “Consigli di disciplina territoriali” e alla assistenza nell’avvio dei primi procedimenti, oltre naturalmente a procedere alla costituzione del “Consiglio di disciplina nazionale”.
Una importante parte dell’attività informativa dello scrivente Collegio Nazionale è stata indirizzata a informare gli organi di stampa e la pubblica opinione circa le carenze del DPR 137/2012 il quale, benché spacciato per epocale “riforma delle professioni”, è in realtà una deludente raccolta di disposizioni variegate, talora contraddittorie o palesemente erronee.
Questi aspetti erano peraltro stati evidenziati, prima dell’adozione del provvedimento, sia dal Consiglio di Stato con il parere n. 3169 del 10.7.2012 che dalle Commissioni Giustizia di Camera e Senato; in particolare, il Consiglio di Stato aveva espressamente invitato il Governo a rimuovere dallo schema di Decreto tutte le illegittimità segnalate, quelle stesse che sono poi state oggetto del ricorso al TAR da parte del Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati.
Le motivazioni del ricorso del Collegio Nazionale sono riassunte nella dichiarazione resa alla Stampa (Comunicato Stampa del 13.11.2012, scaricabile dall’apposita Sezione del sito www.agrotecnici.it) dal Presidente del Consiglio Nazionale Roberto Orlandi, il quale  ha cosí commentato la vicenda:
«Non avremmo mai voluto ricorrere contro questo provvedimento, posto che condividiamo la maggior parte dei princípi contenuti nelle leggi di riforma dalle quali trova alimento il DPR; ciò che contestiamo, dunque, non è il processo di liberalizzazione delle professioni, che ci vede alfieri, ma il modo con cui il Governo lo ha attuato, secondo un principio di totale accentramento di funzioni, privando i Consigli Nazionali professionali dell’autonomia decisionale prevista per legge e, sul tirocinio professionale, ottenendo un risultato opposto a quello richiesto dalla legge n. 148/2011.
Sotto il profilo del tirocinio si può affermare che il DPR n. 137/2012 tradisce nella sostanza la delega di legge, peraltro ingessando, allungando e rendendo piú gravoso lo svolgimento del tirocinio professionale. Cioè l’esatto contrario di quello che la legge n. 148/2011 si proponeva di fare. Sempre in materia di tirocini il DPR 137/2012, incredibilmente, non si coordina neppure con le disposizioni precedenti, ed in particolare con il DR n. 328/2001 (che contiene, quanto ai tirocini, regole piú favorevoli), sicché allo stato non si capisce se le norme precedenti siano ancora in vigore oppure no.
La questione è, per l’Albo degli Agrotecnici, rilevantissima.
Infatti in questi anni, abbiamo siglato Convenzioni per lo svolgimento del tirocinio professionale con ben 133 Corsi di laurea distribuiti su 33 ex-Facoltà universitarie; frequentano questi corsi migliaia di giovani, una parte dei quali fra pochi mesi si laureerà: essi hanno diritto di sapere se il tirocinio convenzionale svolto gli consente l’accesso all’Albo oppure no».

Roberto Orlandi
Presidente Consiglio del Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati

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