Dal DPR, meno corporativismo, maggiore sussidiarietà. Urge un processo di modernizzazione piú spinto, anche per le Scienze della Terra, se si vuole il benessere della società civile e del cittadino

TRE DOMANDE AI PRESIDENTI
DEGLI ORDINI, DEI COLLEGI E DEGLI ALBI PROFESSIONALI

1  Quali le novità del DPR 137/12 per il vostro Ordine Professionale?

2  Cosa state facendo per recepirne le direttive?

3  Come state informando e coinvolgendo il cittadino-consumatore?

 

Gian Vito Graziano, Presidente  Consiglio Nazionale Geologi


 

 

1  Importanti cambiamenti

Sono poche in realtà le novità introdotte dal decreto in seno all’ordinamento professionale dei geologi. La piú rilevante, sulla quale ci siamo sempre espressi favorevolmente, è stata la costituzione dei Consigli di disciplina. A nostro parere infatti, nell’applicazione delle procedure disciplinari, non si può invocare la piena indipendenza dei Consigli degli Ordini territoriali, sinora Magistratura di primo grado nel giudicare i comportamenti dei propri iscritti, ma allo stesso tempo organismi istituzionali eletti dagli stessi iscritti.
Pur nel rispetto della serietà con la quale gli Ordini Regionali dei Geologi hanno sinora applicato la norma deontologica, la costituzione dei Consigli di disciplina, i cui membri saranno ora nominati dal Presidente del Tribunale competente, assicura una piú elevata garanzia di terzietà.
Ritengo che rappresenti una ulteriore passo verso una piú completa modernizzazione la possibilità che facciano parte dei Consigli di disciplina anche professionalità diverse da quella di geologo; penso ad esempio al positivo contributo che potranno dare a questi nuovi organismi Magistrati e/o Avvocati.
L’altra importante novità, che però grava particolarmente in questo momento di gravissima crisi economica e dei servizi di progettazione, riguarda l’obbligo dei professionisti a stipulare, a tutela del cliente contro i rischi derivanti dall’esercizio della propria attività, una idonea polizza assicurativa, che dovrà essere resa nota al cliente al momento dell’assunzione dell’incarico.
Decisamente rilevante nella vita professionale, ma che in realtà non rappresenta una novità per i geologi, è l’obbligo della formazione continua (piú correttamente “aggiornamento”) sancito dalla legge per tutti coloro che esercitano la professione.
Dal 2008, dunque ormai da cinque anni, i geologi seguono un percorso obbligatorio di aggiornamento professionale, che è stato legato fino a questo momento a un preciso obbligo deontologico. Questo percorso, che ha visto l’organizzazione di migliaia di eventi formativi in tutta la penisola, sta contribuendo ad aumentare le conoscenze tecnico-scientifiche e culturali degli iscritti, ma anche a comprendere le possibili risposte che la professione di geologo può fornire allo sviluppo del Paese e alle istanze di sicurezza dei cittadini.
Nessuna sostanziale novità neanche sui fronti della libera concorrenza e della libertà di accesso alla professione, che non trovano alcuna norma in contrasto nel nostro ordinamento e che erano già pienamente declinati in seno alla categoria.
Mi piace sottolineare che come Consiglio Nazionale dei Geologi non siamo mai stati contrari alla Riforma, assumendo un atteggiamento di fattiva collaborazione quando si sono finalmente superati alcuni preconcetti nei nostri confronti, che hanno reso per troppo tempo difficoltoso il rapporto con alcuni organismi istituzionali. Ma francamente auspicavamo un processo di modernizzazione piú spinto, che avesse guardato agli Ordini professionali un po’ piú come parte sociale. Mi pare evidente che molte categorie, quelle tecniche in particolare, si siano lasciate alle spalle il vecchio ruolo corporativo, per abbracciare con convinzione quello che piú gli si addice di sussidiarietà. È ora che lo Stato ne approfitti.

2 Ridefinire regolamenti interni e codice deontologico

Abbiamo innanzitutto rispettato tutti i termini che ci sono stati dati, collaborando proficuamente con gli altri Consigli Nazionali. In certi casi, come nella definizione dei nuovi parametri di riferimento per i servizi di progettazione, in sostituzione dei vecchi tariffari, abbiamo affrontato insieme un lavoro complesso, ma molto semplificativo per chi opera nel settore, come i RUP delle stazioni appaltanti. Siamo però ancora in attesa che il Decreto Parametri venga emanato.
Abbiamo poi predisposto il Regolamento per la costituzione dei Consigli di disciplina regionali e nazionale, che sono stati regolarmente approvati dal Ministro della Giustizia. Gli Ordini Regionali, in scadenza di mandato e che a breve andranno a rinnovarsi, avranno un solo mese di tempo dall’insediamento dei nuovi Consigli per predisporre l’elenco dei professionisti esterni da inviare al Presidente del Tribunale, che provvederà poi alla scelta e alla conseguente nomina. Come Consiglio Nazionale abbiamo invece già provveduto, dunque è già operativo il Consiglio di disciplina nazionale.
Stiamo ora procedendo alla revisione del nostro precedente Regolamento per l’aggiornamento professionale continuo, che invieremo entro il mese di maggio 2013 al Ministero della Giustizia per l’approvazione.
In questo nuovo articolato, forti dell’esperienza già maturata e delle criticità emerse in questi anni, abbiamo ritenuto di porre l’attenzione sulla qualità degli eventi formativi e sulla individuazione di sistemi e procedure che consentano di non limitare e ridurre l’apprendimento frontale dei geologi a una mera presenza in aula. Contemporaneamente abbiamo intrapreso la prevista negoziazione con alcune compagnie assicurative per pervenire alle migliori condizioni generali possibili per la stipula delle polizze assicurative da parte degli iscritti. Anche in questo caso è probabile che questa negoziazione si possa concludere entro la fine del mese di maggio 2013, dunque entro il termine di un anno previsto dalla legge.
Nello spirito di fattiva collaborazione al quale accennavo, da qualche mese, come altri Consigli Nazionali, abbiamo poi inviato al Ministero della Giustizia la bozza di un nuovo ordinamento professionale del geologo, che compendia organicamente leggi, norme e regolamenti che si sono succeduti nel tempo. Ora attendiamo che il Ministero proceda alla stesura di un testo normativo unico comprendente i regolamenti di tutte le professioni riconosciute.
Completato questo lavoro, daremo inizio alla fase delicata della revisione del Codice deontologico, che dovrà recepire le novità imposte dal Decreto. Ritengo che nella formulazione dei nuovi Codici deontologici il sistema ordinistico, non solo quello dei Geologi, si giochi una partita fondamentale rispetto a un percorso di recupero di credibilità che è già in atto.
La pericolosità della criminalità organizzata ha coinvolto spesso nel passato, e purtroppo ancora coinvolge, professionisti iscritti agli Albi professionali. Esempi piú o meno recenti hanno riguardato le aree del mezzogiorno d’Italia a maggiore diffusione della criminalità organizzata, ma esempi piú recenti hanno interessato anche le aree del Nord Italia, dove il fenomeno mafioso si sta pericolosamente espandendo. Se è vero che ogni soggetto sociale ha l’obbligo di svolgere un ruolo attivo nel contrastare il fenomeno, il sistema ordinistico non può certo sottrarsi a questo compito.
Associazioni culturali e antiracket, liberi cittadini impegnati, ecc. hanno iniziato a pressare i vertici istituzionali degli Ordini – a dire il vero non sempre attenti a questi temi -, affinché vigilino maggiormente sulle attività e sul comportamento dei propri iscritti soprattutto, ma non soltanto, quando essi siano indagati in fatti di rilevanza penale.
È essenziale allora che in seno ai nuovi Codici si possa superare definitivamente il concetto che il giudizio disciplinare da parte dell’Ordine per gravi fatti di rilevanza penale e/o per illeciti amministrativi si debba necessariamente configurare come giudizio dipendente da un eventuale procedimento parallelo in sede giurisdizionale. La novità da introdurre sarebbe quella di configurare il giudizio disciplinare come autonomo, consentendo di applicare sanzioni rigorose verso quei professionisti che si macchiano di colpe gravi, che pongono una questione morale all’intera categoria. Alla questione morale non dovrà e non potrà sottrarsi la stessa rappresentanza istituzionale della categoria, che per poter agire con autorevolezza, dovrà possedere lei per prima una specchiata condotta morale: chi ha precedenti penali o chi è stato oggetto di sanzioni disciplinari non potrà neanche candidarsi alle elezioni per il rinnovo dei Consigli dell’Ordine.

3 Professionalità e competenza

Potrebbe sembrare che questo sia il campo nel quale si è fatto di meno, non avendo svolto azioni rivolte direttamente al consumatore, ma in realtà ritengo che molto si sia fatto verso la società civile e verso i cittadini.
A cominciare dall’aggiornamento professionale, che dal 2008 ad oggi ha consentito di immettere nel mercato professionisti piú preparati e piú appetibili al mercato stesso per la loro capacità di dare risposte concrete alle istanze provenienti dalla società e di garantire varie forme di interesse pubblico, intimamente legate non soltanto alla difesa del suolo, alle costruzioni e alla prevenzione dal rischio sismico, ma anche alla tutela dell’ambiente, alla conservazione ed alla salvaguardia del paesaggio, allo sviluppo di energie alternative, alle applicazioni delle nuove tecnologie.
La maggior garanzia che chiede il cittadino-consumatore è quella di potersi avvalere di professionisti seri e preparati, che si pongano al suo servizio in maniera realmente adeguata e moderna, pronti a cogliere le innovazioni scientifiche e tecnologiche. La professione di geologo fonda la propria credibilità nel nutrirsi delle scienze e in particolare di quelle scienze della terra, che sono fondamento della struttura economica e sociale di un Paese moderno, ma che purtroppo non lo sono ancora, almeno non compiutamente, per l’Italia.
Stiamo poi dando un contributo fattivo allo sviluppo di una nuova impostazione culturale della nostra disciplina, incardinata in princípi che si rifanno a un concetto di “Geoetica”, che intendono favorire una costruzione sociale del sapere, rivolta dunque direttamente al benessere della società civile e del cittadino.
Si tratta di una sfida importante alla quale i geologi sono chiamati a rispondere, che presuppone un rinnovamento culturale e sociale delle Scienze della Terra e di tutte le sue anime, queste ultime forse non sempre pienamente consapevoli delle enormi ricadute sociali dei propri studi.
Ad ogni modo, non facciamo mancare l’informazione attraverso il nostro sito web (www.cngeologi.it), che aggiorniamo quotidianamente e nel quale trovano spazio e risalto i nuovi Regolamenti, le proposte e tutte le attività del Consiglio Nazionale, tra cui quelle che discendono dal DPR 137/12.

 

Gian Vito Graziano
Presidente  Consiglio Nazionale Geologi

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